Leggi e normative edilizia condomini

Disposizioni concernenti la prevenzione del rischio di caduta dall’alto Regione Lombardia

Cap. I: Introduzione

La Regione Lombardia fin dal 1998 ha dedicato particolare attenzione e investito risorse sul tema della prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, anche attraverso uno specifico
Progetto Obiettivo (DGR 8/4/1998 n. VI/848 e DGR 4/10/2000 n. VII/1439).  Inoltre dal 2002 lo stesso tema rappresenta uno degli obiettivi strategici del Governo regionale.  Nel settore della salute e sicurezza sul lavoro gli infortuni restano il problema più grave per gli alti costi umani, sociali ed economici; in particolare gli infortuni sul lavoro per caduta dall’alto rappresentano in Regione Lombardia la prima causa di morte sul lavoro (dal 1999 al 2002 hanno rappresentato il 30% dei totale degli infortuni mortali e comportano un elevato numero di invalidità permanenti.
Per arginare questo importante problema le ASL hanno promosso una stretta collaborazione con le Amministrazioni Comunali e con la Polizia Locale per concordare e coordinare un insieme di azioni sinergiche attraverso due iniziative prioritarie:
-  Aggiornamento / Integrazione dei regolamento edilizio e del regolamento locale d’igiene, con la previsione che negli interventi di nuova edificazione e nelle ristrutturazioni di edifici esistenti che prevedano interventi sulle coperture, vengano installati idonei dispositivi di aggancio atti a garantire la sicurezza degli operatori che intervengono per operazioni di
manutenzione;
-  Collaborazione con la Polizia locale per un’azione di controllo nei cantieri (non trattata in questo fascicolo).

Cap. II: Disposizioni concernenti la Prevenzione dei rischi di caduta dall’alto

Le seguenti disposizioni si applicano alle nuove  costruzioni di qualsiasi tipologia d’uso (residenziale, commerciale, Industriale, agricolo ecc.) nonché in occasione di interventi su edifici esistenti che comportino anche il rifacimento sostanziale della copertura.  L’intera opera dove essere progettata ed eseguita in modo che le successive azioni di verifica, manutenzione o di riparazione dell’opera stessa e delle sue pertinenze, comprese le componenti tecnologiche, possano avvenire in condizioni di sicurezza per i lavoratori che effettuano tali lavori e per le persone presenti nell’edificio ed Intorno ad esso. N° Reg. 6301

Cap. III: Accesso alla copertura

Per l’accesso alla copertura devono essere predisposte una o più aperture eventi le seguenti dimensioni minime:
-  l’apertura verticale di accesso alla copertura deve avere larghezza ≥ 70 cm e altezza ≥ 120 cm. In presenza di vincoli costruttivi non eliminabili saranno prese in considerazione dimensioni diverse, ma che devono garantire un agevole passaggio delle persone e dei
materiali;
-  l’apertura orizzontale di accesso al sottotetto deve essere dimensionata sui prevedibili ingombri di materiali e attrezzature da trasportare e comunque non deve avere una superficie inferiore a 0,50 mq;
-  l’apertura orizzontale o inclinata di accesso alla copertura deve avere le seguenti misure minime di luce netta di passaggio:
- superficie ≥ 0,50 mq;
- se di forma rettangolare, il lato inferiore deve essere  ≥ 70 cm; nelle vecchie
costruzioni esso può essere ridotto a 65 cm nel rispetto comunque della superficie  minima prevista;
- se a sezione circolare il diametro deve essere ≥ 0,80 cm;
-  l’accesso da aperture orizzontali o inclinate non deve comportare la rimozione dell’anta dalla sede in cui è incernierata allo stipite ed il sistema di connessione dell’anta allo stipite deve essere tale da impedire il distacco accidentale dell’anta in posizione di apertura; l’anta
dovrà inoltre essere provvista di meccanismo tale da evitare l’investimento improvviso e incontrollato dei soggetto che la apre.

Cap. IV: Installazioni di sicurezza per accesso a luoghi elevati

L’accesso ai luoghi elevati deve poter avvenire in condizioni di sicurezza. Gli edifici devono essere muniti di idonei manufatti (es. scale,  passerelle, parapetti, dispositivi di ancoraggio, ecc.) tali da consentire l’accesso sulla copertura e permettere gli interventi di manutenzione e
riparazione, in sicurezza. Le modalità di accesso in sicurezza al luoghi elevati dovranno essere definite nel fascicolo dell’opera se previsto o in un documento equivalente predisposto dal progettista. La presente disposizione non elimina l’obbligo di allestire idonee opere
provvisionali (es. ponteggi o simili) laddove si configurano lavori importanti sulle facciate e sui tetti nel rispetto della normativa vigente. N° Reg. 6301

Cap. V: Accesso sulle coperture di edifici industriali, commerciali, agricoli

Per gli edifici di cui sopra laddove non esiste la possibilità di accesso alla copertura tramite apertura dall’interno dell’edificio e dove non sono previsti manufatti fissi esterni (es. scale), dovrà essere descritta una modalità d’accesso che minimamente preveda:

-  l’attrezzatura più idonea da utilizzare per accedere alla copertura (es. ponteggio, trabattello, scale aeree, piattaforme elevabili ecc.);
-  il punto esterno all’edificio dove operare l’accesso in relazione alla posizione sulla copertura dei sistemi di ancoraggio;
NB: Tale descrizione deve far parte degli elaborati grafici di progetto.

Cap. VI: Dispositivi di ancoraggio

I manufatti richiesti negli edifici per consentire l’accesso ed il lavoro in sicurezza sulle coperture, possono essere costituiti da dispositivi di ancoraggio.  Questi dispositivi richiedono che:
-  siano dislocati in modo da consentire di procedere in sicurezza su qualsiasi parte della copertura, a partire dal punto di accesso alla stessa, fino al punto più lontano;
-  siano chiaramente identificati per forma e/o colore o con altro mezzo analogo;
-  nella zona di accesso alla copertura sia posta idonea cartellonistica identificativa da cui risulti l’obbligo dell’uso di imbracature di sicurezza e di funi di trattenuta, l’identificazione e la posizione dei dispositivi fissi a cui ancorarsi e le modalità di ancoraggio;
-  il punto di accesso sia conformato in modo da consentire l’ancoraggio al manufatto fisso senza rischio di caduta.
Questi dispositivi devono essere conformi alla norma UNI EN 795 (e alle norme in essa contenute) e realizzati in modo da mantenere nel tempo le necessarie caratteristiche di resistenza e solidità. L’azione di mantenimento di tali requisiti è a carico del proprietario
dell’edificio e verrà esercitata sulla base di adeguati programmi di manutenzione eseguiti da personale specializzato seguendo le prescrizioni del fabbricante.
NB: Le soluzioni adottate ai fini dell’ottemperanza di quanto sopra esposto, devono essere evidenziate negli elaborati grafici di progetto presentato sia ai fini dei rilascio
della Concessione Edilizia (C.E.) che nel caso di Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.) N° Reg. 6301

Cap. VII: Termine dei lavori

A lavori ultimati l’installatore attesta la conformità dell’installazione dei manufatti o dispositivi che consentono l’accesso e il lavoro in sicurezza sulla copertura mediante:
-  la dichiarazione della corretta messa in opera dei componenti di sicurezza in relazione alle indicazioni del costruttore e della norma di buona tecnica;
-  le certificazioni dei produttore di materiali e componenti utilizzati;
-  la verifica della rispondenza delle soluzioni adottate a quanto descritto in sede progettuale;
-  la verifica della disponibilità presso l’opera delle informazioni sulle misure tecniche predisposte e delle istruzioni per un loro corretto utilizzo.
NB: Questa attestazione farà parte della documentazione a corredo dell’immobile.

Cap. VIII: Edifici con estese superfici finestrate

All’atto della progettazione di edifici dotati di ampie superfici finestrate (pareti a specchio) sarà cura dei progettista indicare nell’elaborato grafico di progetto, le attrezzature fisse previste per eseguire in sicurezza le successive opere di manutenzione o pulizia delle superfici verticali
esterne.

Cap. IX: Informazioni per gli addetti

In luogo prossimo all’accesso alla copertura dovrà essere esposta idonea cartellonistica che richiami l’obbligo di utilizzare appropriati dispositivi di protezione individuale (es. cinture di sicurezza, imbracature ecc.).   Inoltre, nell’affidamento dei lavori di manutenzione, verifica o riparazione, il committente deve prendere in considerazione il fascicolo dell’opera, se predisposto, ed informare del contenuto l’appaltatore (sia esso impresa che lavoratore autonomo) affinché questi possa eseguire i lavori commissionati tenendo conto delle
caratteristiche dell’opera, dei rischi potenziali, degli elementi protettivi incorporati nell’opera e delle attrezzature ausiliarie necessarie.   Tali notizie devono essere fornite a maggior ragione laddove non esiste la possibilità di accesso alla copertura tramite apertura all’interno
dell’edificio medesimo e non esistono manufatti fissi per accedervi. N° Reg. 6301

Cap. X: Fascicolo dell’opera

Il fascicolo dell’opera, laddove previsto, deve contenere le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dal rischi cui saranno esposti i lavoratori nel corso di lavori successivi e i provvedimenti programmati per prevenire tali rischi.  Ove non sia previsto il fascicolo, sarà cura del progettista redigere un documento analogo con la descrizione degli elementi protettivi incorporati nell’opera e delle attrezzature ausiliarie necessarie per condurre i lavori di manutenzione in sicurezza.  Copia dei fascicolo dell’opera o documento equivalente viene
allegata alla richiesta di abitabilità o di agibilità del fabbricato o collaudo per fine lavori; deva essere fornita al proprietario o comunque al responsabile dell’immobile (Amministratore condominiale, responsabile della sicurezza nel caso di attività non residenziali, ecc.).